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Newsletter dicembre 2018

Una nota iniziale per i numero nuovi iscritti alla newsletter mensile: alla home page del sito EnneagrammaIntegrale potete trovare numerosi degli articoli scritti negli ultimi 10 anni. Benvenuti e buona lettura
Granshaykh Abdullâh serviva il suo maestro ricevendo le centinaia di visitatori che venivano a visitarlo, la maggior parte dei quali proveniente dal Daghisan. Fra i tanti visitatori vi fu il maestro russo George Gûrdjieff. Di recente arrivato in Turchia, dopo una lunga e ardua fuga dalla Russia al tempo della rivoluzione comunista, Gûrdjieff venne a visitare Shaykh Sharafuddîn. Era cresciuto nella regione del Caucaso ed aveva già avuto molti contatti con Sufi di vari Ordini. Dopo aver viaggiato molto era felice di aver trovato gli eredi del lignaggio dell’Eccelso Ordine Naqshbândi daghistano.

Shaykh Sharafuddîn chiese a Shaykh ‘Abdullâh di ospitare il loro ospite. Shaykh ‘Abdullâh raccontò poi l’episodio in un incontro con diversi murîd molti anni dopo. Appena si incontrarono Shaykh ‘Abdullâh disse: “Tu sei interessato nella conoscenza dei nove punti. Ne parleremo domattina dopo la preghiera dell’alba. Adesso mangia qualcosa e riposa.” All’ora della preghiera dell’alba, Shaykh ‘Abdullâh chiamò Gûrdjieff e lo invitò a venire a pregare con lui. Dopo che ebbero finito la preghiera, lo Shaykh recitò dal Sacro Corano Surah Yasîn . Appena finita la recitazione, Gûrdjieff lo avvicinò e gli chiese se poteva parlare di ciò che aveva appena sperimentato. Gûrdjieff disse: “Come avete finito la preghiera e avete iniziato a recitare, vi ho visto venire da me e prendermi per mano. Fummo trasportati in un bellissimo giardino di rose. Mi diceste che quel giardino era il vostro giardino e che quelle rose erano i vostri discepoli, ognuno con un suo colore e un suo profumo. Mi indirizzaste a una rosa rossa in particolare e mi diceste: “Questa rosa è tua. Annusala.” Come l’ebbi fatto vidi la rosa aprirsi e io scomparvi dentro di essa e divenni la rosa stessa. Entrai nelle sue radici che mi guidarono alla vostra presenza. Trovai me stesso entrare dentro il vostro cuore e diventare parte di voi. Tramite il vostro potere spirituale mi fu possibile ascendere sino alla conoscenza del potere dei nove punti. Allora una voce, che si rivolse a me chiamandomi ‘Abd un-Nur, disse: “Questa luce e questa conoscenza ti sono state concesse dalla Presenza Divina per portare pace al tuo cuore. Comunque, non devi usare il potere di questa conoscenza.” La voce si congedò con il saluto di pace e la visione finì mentre voi terminavate la recitazione del Corano.”

Shaykh ‘AbdAllah rispose:  “Il Profeta Muhâmmad (s.A.’a.s.) ha chiamato Surah Yasîn “il cuore del Corano” e la conoscenza dei nove punti ti é stata aperta tramite di essa. Questa tua visione é dovuta alla benedizione del verso: Pace! Una parola (di saluto) dal Signore, il Misericordioso. (Corano, 36,58)
Ciascuno dei nove punti é rappresentato da uno dei nove Santi che sono al più alto livello alla Presenza Divina. Essi sono le chiavi per gli indescrivibili poteri che si celano nell’uomo, ma non vi é il permesso per usare queste chiavi. Questo é un segreto che verrà aperto solo negli Ultimi Giorni quando al-Mâhdi (a.S.) apparirà e Gesù (a.S.) ritornerà. Questo nostro incontro é stato benedetto. Conservalo nel tuo cuore come si conserva un segreto. ‘Abd an-Nur, questo con noi é il tuo nome, sei libero di restare o di andare a seconda di come le tue responsabilità ti consentono. Sarai sempre il benvenuto fra noi. Hai raggiunto la salvezza alla Presenza Divina. Che Allah ti benedica e ti sostenga nel tuo lavoro”


Dai suoi discorsi:
“Io non vi parlo di alcuna stazione, manifestazione o rango senza io sia prima entrato in quella stazione o posizione o abbia sperimentato quella manifestazioni. Non sono come molti altri. Non parlo separando la mia visione dal mio cuore, enumerando la stazione senza conoscere la loro realtà. No! Innanzi tutto ho percorso il cammino e ho visto ciò quello che ho visto. Ho conosciuto quelle realtà e quei segreti che possono incontrarsi nella Via fino a che ottenni la conoscenza della certezza (‘ilm al yaqîn) e la visione della certezza (‘ayn al yaqîn) e la verità della certezza (haqq al yaqîn). Solamente da allora vi posso parlare dandovi un piccolo assaggio di ciò che ho sperimentato e posso farvi raggiungere quella stazione senza fatica e senza difficoltà. 

Ci sono cinque stazioni del cuore: Qalb, sirr, sirr-as-sirr, khafa e akhfa. Qalb è il cuore, sirr è il segreto, sirr-as-sirr è il segreto del segreto, khafa è il nascosto e akhfa è il più nascosto. Il segreto di quest’ordine è basato su queste cinque stazioni sottili del cuore (lataif, plurale di latîfat). 

Latîfat al-qalb , la stazione del cuore è sotto l’autorità di Adamo (a.S.) perché rappresenta l’aspetto fisico del cuore. 

Latîfat as-sirr , la stazione del segreto, è sotto Noè (a.S.) perché è il veliero che viene salvato dall’oceano dell’oscurità dall’inondazione dell’ignoranza. 

Latîfat sirr-as-sirr, la stazione del segreto dei segreti, è sotto due Profeti, Abramo (a.S.) e Mosè (a.S.) che rappresentano la Presenza Divina sulla terra. Dio rese Abramo (a.S.) il simbolo di tutti i Suoi Khula fah (rappresentanti) su questa terra come menzionato nel verso Coranico della creazione dell’umanità (Cor. 2, 30). Mosé fu benedetto con il poter sentire la parola di Dio e con il parlare con Dio, i due attributi essenziali della conoscenza. 

Latîfat al-khafa , la stazione nascosta, è sotto Gesù (a.S.) per la sua relazione con la conoscenza interiore. Egli rappresenta la comprensione spirituale. 

Latîfat al-akhfa, la stazione più nascosta è sotto la Realtà di Muhâmmad (s.A.’a.s.), perché a lui fu concessa una stazione ben più alta di quella di tutti gli altri Profeti e Messaggeri. Lui fu innalzato alla Presenza Divina nella Notte dell’Ascensione. Questo è rappresentato dalla sacra frase della testimonianza di fede (shahada) in cui “Non vi è alcun Dio se non Iddio (La ilaha ill’Allah)” è unita a “Muhâmmad è il Messaggero di Dio (Muhâmmad-ur-Rasulullah)” 

Mi sono state mostrate le luci di queste stazioni. La luce del cuore è di colore giallo. La luce del segreto è rossa. La luce del segreto del segreto è bianca. La luce della stazione nascosta è verde. La luce della stazione più nascosta è nera. 

Queste cinque stazioni sono il centro dei nove punti che rappresentano il luogo dell’ispirazione della Presenza Divina nel cuore dell’uomo. Questi nove punti sono situati nel petto di ogni persona e rappresentano nove differenti stati dell’uomo. Ogni stato è in relazione con un santo cui è stata data autorità per controllare quel punto. 

Se il ricercatore che ha intrapreso il cammino lungo la Via Naqshbândi sarà capace di svelare e di giungere al contatto con il Maestro autorizzato a controllare questi punti, potrà ricevere la conoscenza atta a usare il potere di questi nove punti. 

Possiamo solo alludere obliquamente alle condizioni necessarie all’apertura di questi nove punti. La prima stazione contiene il potere di imprigionare l’ego. La chiave per la seconda stazione è lo dhîkr con La ilaha ill’Allah . Il terzo stato consiste nel testimoniare l’incisione del Nome di Allah sul cuore (naqsh). Il quarto stato è relativo al significato di quell’incisione sul cuore. Il quinto stato è la stampa di quell’incisione con il vostro dhîkr . Nel sesto stato il cuore pompa e cessa di pompare dietro il proprio comando. Nel settimo stato vi è la consapevolezza del numero di volte in cui si fa fermare e ripartire il proprio cuore. Nell’ottavo stato si menziona la frase Muhâmmadun Rasulullah nello spazio tra ogni fermata e ogni ripresa della pulsazione del proprio cuore. Nel nono stadio vi è il ritorno alla proprio caverna, come Allah ha menzionato nel Sacro Corano: “E quando ti distoglierai da loro e da ciò che essi adorano, dirigiti verso la Caverna: il tuo Signore ti mostrerà la Sua Misericordia.” (Corano, 18,16) 

La caverna è la Presenza Divina. Qui si ripete la preghiera tanto amata dal Profeta (s.A.’a.s.): Ilayka Anta Maksûdi ua Ridãyka Matlûbi  “Oh Allah, Tu sei la mia destinazione e ciò che ricerco è il Tuo Compiacimento. Quel cuore, mentre alterna interruzioni e riprese del suo pompare, esiste al livello dell’Essenza della Presenza Divina. Poiché l’Essenza Divina è la sorgente di tutte le cose create, quel cuore sarà unito a pure la più minuta creazione di questo universo. Il cuore che ha raggiunto i segreti dei nove punti potrà vedere ogni cosa, conoscere ogni cosa, sentire ogni cosa:  “….Fino a che Egli sarà l’orecchio col quale ascolta, l’occhio col quale vede, la lingua colla quale parla, la mano colla quale prende ed il piede col quale cammina. Egli sarà Divino, sarà sufficiente per lui dire ad una cosa: “Sii!” e quella sarà.” (Hadîth Qudsi)

Estratto da The Naqshbândi Sufi Way: History and Guidebook of the Saints of the Golden Chain di Shaykh Muhâmmad Hishâm Kabbâni, KAZI Publication, USA, 1995.
Grazie ai redattori del sito www.sufi.it per la traduzione in italiano.

Maura Amelia Bonanno