Tra le varie mode culturali di questo momento c’è quella di includere il termine “complessità” nelle conversazioni formali e nelle proposte del mondo della formazione. Pronunciare questa parola è quasi d’obbligo per partecipare a dibattiti e discussioni. Dietro a questa patina formale, si può riconoscere che nel sottosopra epistemologico che stiamo vivendo si cela un nuovo paradigma che connette i diversi piani di realtà, e che è quindi bene ricordare la complessità della vita per interpretare i fenomeni ed evitare di confonderli.
In questo quadro, l’Enneagramma è perfetto. Mostra che è possibile pensare alla vita quotidiana fuori dalle dicotomie binarie, semplicizzasti e sterili. Rivela la connessione tra la vita viva nella sua complessità fatta di innumerevoli sfumature con il pensiero concettuale che opera attraverso la separazione, la categorizzazione e la differenziazione. Indica come rendere vivo il pensiero creativo e intuitivo senza perdere la ragione. Presenta la dinamica vivente della realtà senza ridurla a categorie stabilite e fisse. Insegna come distinguere senza separare e come collegare senza confondere. Spiega che la complessità è la percezione della complessità, che nulla è più o meno complesso di altro, bensì che la percezione dei livelli di complessità aumenta più lo sguardo e la vista si affinano. Tutto questo perché si fonda su un modello trialettico, uno schema a tre poli.
In un’intervista del 1954, Oscar Ichazo ha affermato di aver raggiunto una comprensione approfondita di modelli di pensiero e comportamento meccanicistici e ripetitivi. Questi processi possono essere compresi in relazione alla figura dell’Enneagramma, alla Legge dell’Uno rappresentata dal cerchio, alla legge del Tre e alla legge del Sette, oltre a quella che lui chiamava Logica Trialettica per analizzare la realtà in base a cicli. Nei suoi insegnamenti ha utilizzato il termine Trialettica anche per riferirsi ai modelli del tre di cui l’Enneagramma è composto.
Oscar Ichazo ha reso popolare la sua visione della Trialettica come una nuova forma di logica che cerca di trascendere i limiti della Logica Formale e della Logica Dialettica tradizionali. Mentre la Logica Formale opera sui principi di opposizione binaria, per esempio vero o falso, alto o basso, troppo o poco – e la Logica Dialettica si concentra sulla risoluzione delle contraddizioni attraverso la sintesi – tesi/antitesi/sintesi – la Logica Trialettica introduce un terzo elemento che integra e armonizza l’interazione dinamica degli opposti, enfatizzando l’unità che sta alla base della diversità e del cambiamento.
La Trialettica è una sintesi di sistemi di pensiero apparsi nel XX secolo con nomi diversi, come “ecologia della mente”, “pensiero unitario”, “pensiero sistemico “, “cibernetica” o “sinergia”. La Trialettica è la terza corrente essenziale del pensiero logico, evolutasi dalla logica formale di Aristotele e dalla dialettica di Hegel.
La Logica Formale si basa su assiomi cui aderiamo tutti in modo automatico e che la maggior parte di noi non discute: che una cosa è uguale a se stessa, che può essere distinta da ciò che è diverso da sé, che nulla può essere uguale a due cose diverse. La Logica Formale considera che qualcosa è, che non può essere nient’altro e non c’è possibilità di cambiamento. Chi ruba una volta rimane un ladro, gli altri o sono dalla nostra parte o sono contro di noi, o si è colpevoli o si è innocenti.
La Logica Formale è stato il punto di vista principale del mondo occidentale dai tempi di Aristotele fino a circa 200 anni fa. A quei tempi si pensava che ci fosse una sola possibile “vera realtà” e che la Terra fosse piatta. Gli atteggiamenti e gli stili di vita delle persone erano determinati dallo status sociale alla nascita e non cambiavano quasi mai. La Logica Formale è stata necessaria per creare le parole, un sistema di segni comunicativi e coerenza nelle forme di interazione umana, ingrediente essenziale quando vogliamo esprimere ciò che abbiamo in mente: quando chiediamo un etto di pane non intendiamo un tavolo o qualcosa in cui il pane può trasformarsi nel tempo. Consideriamo gli oggetti della comunicazione come fissi e immutabili. La Logica Formale è necessaria alla sfera della scienza per nominare, descrivere o classificare i fenomeni. Tuttavia il suo limite è quello di vedere il mondo come un oggetto statico e costante, incoraggiando pregiudizi, ideologie, auto-controllo e controllo dell’ambiente e degli altri. Il mondo è bianco o nero, buono o cattivo e il senso di colpa è il riflesso nell’esperienza interiore più tipico di questa visione.
La Dialettica, l’arte del dialogo e del ragionamento attraverso il confronto di idee, ha reso possibile la maggior parte dei principali cambiamenti sociali degli ultimi 200 anni. Ha introdotto termini come cambiamento e opposizione nel pensiero logico. Gli assiomi della dialettica sono che un aumento della quantità produce un cambiamento della qualità, che il cambiamento deriva dall’inevitabile conflitto tra forze opposte, e che ogni tesi insieme alla sua antitesi – l’opposto – produce una sintesi, una nuova tesi diversa da entrambe. L’atteggiamento dialettico incoraggia l’accumulo di energia, denaro o potere purché sia utile a un individuo, una famiglia, un’azienda o una nazione. L’idea che i conflitti siano i principali generatori di cambiamento giustifica violenza e guerre. Troviamo questi paradigmi manifestati nei meccanismi di difesa bene descritti dall’Enneagramma delle personalità, tra cui i più evidenti la proiezione, la repressione e la negazione. Vediamo le cause dei nostri problemi nel mondo esterno e cerchiamo di funzionare “normalmente” reprimendo aggressivamente i nostri stati interiori non conformi alle norme sociali.
Ichazo, come molti altri, ha compreso che la Logica Formale è rigida e inattiva perché non considera il tempo e il cambiamento come elementi dell’esperienza quotidiana. Riteneva che la Dialettica fosse la visione dominante del mondo occidentale e capitalistico contemporaneo. Pressione, competizione, accumulo di risorse materiali e potere politico per risolvere i conflitti mondiali e realizzare futuri cambi di direzione sono termini tipicamente dialettici.
Ichazo ha espresso la sua visione olistica attraverso un sistema unico di assiomi, sintetizzando idee di molti autori moderni e utilizzando formulazioni semplici e significative, e ha fornito un modello di pensiero complesso che include e trascende la Logica Formale e la Dialettica: la Trialettica,
Un primo assioma della Trialettica considera che dal punto di vista della natura gli opposti non esistono, che in natura non ci sono incidenti e che dal punto di vista cosmico non ci sono eventi casuali, bensì che si tratta di un processo di circolazione. Dentro a ogni cosa c’è il seme del suo apparente opposto e l’equilibrio tra le due opposizioni dipende da quello della circolazione dell’energia.
Un secondo assioma della Trialettica è che le mutazioni accadono da un Punto di Manifestazione Materiale a un altro Punto di Manifestazione Materiale, che i Punti di Manifestazione Materiale sono punti neutri di ritenzione energetica, che la mutazione si completa quando l’equilibrio interno è raggiunto, che l’energia si muove in un universo con leggi prestabilite o Punti di Manifestazione Materiale prestabiliti o all’interno di modelli prestabiliti.
Un terzo assioma considera che i Punti di Manifestazione Materiale superiori rispettano un numero minore di fattori ed elementi, che i Punti di Manifestazione Materiale superiori sono sensibili all’attrazione di vibrazioni superiori o inferiori secondo uno schema prestabilito e che l’attrazione di un Punto di Manifestazione Materiale verso un altro può essere ascendente o discendente. In altre parole, il moto perpetuo di tutta la creazione è dovuto allo scambio di energia tra i Punti di Manifestazione Materiale che hanno un’attrazione intrinseca verso un Punto di Manifestazione Materiale superiore o inferiore.
Ichazo non si è limitato a dire che tutto cambia come hanno fatti Eraclito, i Taoisti, i Buddisti o i fisici contemporanei. Il suo obiettivo è stato ampliare la capacità umana di pensare e agire. All’interno del principio cosmico universale del cambiamento – che è l’essenza dell’universo manifestato – definisce il Punto di Manifestazione Materiale come qualsiasi stato identificabile di un sistema in un dato momento: persone, gruppi di persone, oggetti, piante, animali, pensieri, emozioni, idee. Ichazo ha separato nettamente la filosofia Trialettica dalla Logica Formale che limita il modo in cui percepiamo la realtà. Invece di consentire una mutazione armoniosa, tutti i Tipi a Livello Medio e Basso cercano di risolvere i problemi dialetticamente, usando la lotta e la pressione. L’idea stessa di Punto di Manifestazione Materiale invece sottolinea la natura temporanea di ogni fase o punto del processo. Anche gli individui quindi sono Punto di Manifestazione Materiale a un certo livello di coscienza e a un particolare punto di evoluzione.
Quindi, se affrontiamo un problema grave e ci sentiamo bloccati, potrebbe essere utile verificare se lo consideriamo dal punto di vista della Logica Formale, ricordando che la resistenza al cambiamento finirà per portare a conflitti dialettici, litigi e pressioni. Quando il cambiamento inizia a verificarsi potremmo partecipare attivamente invece di resistergli, soprattutto se vogliamo che la trasformazione sia armoniosa e libera dalla sofferenza.
La Trialettica ha una visione ben diversa delle opposizioni rispetto a quella definita dalla Dialettica molto tempo fa, considerandole reciprocamente dipendenti e contenenti l’una l’altra. Le opposizioni sembrano antagoniste solo perché ogni lato antitetico include un seme dell’altro lato. L’antagonismo esiste solo nei concetti umani e non in natura. I conflitti che vediamo nel mondo non sono altro che nostre proiezioni, derivanti dal fatto che qualsiasi Tipo di personalità a Livello medio e basso è programmato per creare opposizioni. Dal punto di vista cosmico e naturale la paura che sorge dalla Dialettica non esiste.
L’assioma della Trialettica che afferma che l’energia si muove nell’universo secondo principi prestabiliti o Punti di Manifestazione Materiale o modelli, significa che tutto ciò che è possibile in un determinato momento è determinato dai processi e dai Punti di Manifestazione Materiale che lo hanno preceduto. Non si tratta di determinismo o di mancanza di libero arbitrio, ma di coscienza che utilizza metodi di selezione per scegliere tra possibili direzioni future. Cambiare sarebbe facile se potesse essere fatto a modo nostro e con il risultato che desideriamo. Invece possiamo cambiare in modo armonico solo quando accettiamo i limiti della nostra situazione e poi facciamo del nostro meglio per il livello di coscienza del momento. In questo modo possiamo anche sperimentare la realizzazione e l’espansione della coscienza che una lezione appresa con successo porta con sé.
L’assioma della Trialettica che afferma che non ci sono eventi casuali nell’universo, bensì solo processi di circolazione, sottolinea che la vita diventa molto più produttiva e costruttiva se consideriamo il mondo come significativo e non puramente accidentale. Considerare ciò che accade come espressione della fortuna o del caso è una proiezione, un limite della percezione, una scusa per non assumersi la responsabilità di ciò che sta accadendo dentro di noi. Siamo origine e soluzione dei nostri problemi ed è necessario che ognuno agisca dalla posizione di creatore del proprio universo e di tutto ciò che accade in esso. La Trialettica non lascia spazio a scuse e al contempo libera dal senso di colpa.
L’assioma della Trialettica che afferma che un Punto di Manifestazione Materiale è attratto da un Punto di Manifestazione Materiale superiore o inferiore e che l’attrazione di un Punto di Manifestazione Materiale verso un altro può essere ascendente o discendente significa che i processi di mutazione possono avere due direzioni, attraversando determinati gradi di sviluppo. Lo stesso vale per la coscienza: è evidente che non tutti si trovano allo stesso livello di consapevolezza e che nell’universo manifesto la coscienza umana attraversa diversi livelli tramite processi di trasformazione. La Trialettica afferma che gli individui non sono tutti uguali e agiscono attraverso gradi di consapevolezza specifici e riconoscibili in ogni momento.
Quando arriva il momento del cambiamento possiamo scegliere consapevolmente la direzione che vogliamo prendere: verso il basso, verso maggiori limitazioni, illusioni più profonde e perdita di consapevolezza, oppure verso l’alto, verso una maggiore consapevolezza, semplicità, libertà, flessibilità e apertura. Se non ci muoviamo verso livelli superiori, saremo attratti da quelli inferiori che ci offrono apparente sicurezza e conforto e ci proteggono da spiacevoli confronti con noi stessi. Stare fermi non ci rende neutrali, poiché l’universo si muove in avanti, la nostra immobilità ci spinge lentamente ma inesorabilmente verso il basso.
Per salire attraverso i livelli di coscienza è necessario attraversare il processo della disillusione. Muoversi verso il basso sembra più facile perché non dobbiamo assumerci alcuna responsabilità e disciplina per cambiare e seguire il movimento ascendente. Muoversi verso l’alto significa impegnarsi di più, purificare e ampliare la propria coscienza, processo tutt’altro che facile poiché emergono le paure e le difese. In questo processo una buona pratica di osservazione di sé è cruciale. L’auto-riconoscimento per esempio ha un suo Punto di Manifestazione Materiale che rappresenta i livelli precedenti di coscienza. Ichazo ha visto ogni cambiamento come un aumento o una diminuzione della rigidità del Punto di Manifestazione Materiale nella sua struttura, forma, complessità e numero di leggi interiori. Più alto è il livello di coscienza, minori sono le illusioni che limitano la realizzazione di sé. Un grado di consapevolezza più elevato ci consente di avere più conoscenza, orizzonti più ampi e attività di migliore qualità con meno energia e sforzo.
Tutto questo ricorda che la ragione principale del nostro vivere su questo pianeta è lo sviluppo verso forme di esistenza più elevate e consapevoli, fino all’unione con Dio e che la Terra è il luogo in cui possiamo acquisire conoscenza. Lo sviluppo spirituale non implica solo seguire un certo insegnamento o una certa scuola. È possibile sviluppare qualità spirituali vivendo una vita terrena naturale, armoniosa e appagante. Le qualità spirituali sono le qualità umane più naturali e gli insegnamenti spirituali sembrano essere l’essenza stessa di ogni esperienza di vita.
Sembra che noi umani abbiamo raggiunto molti traguardi di civiltà, che abbiamo adattato e conquistato la natura, che abbiamo acquisito conoscenza del nostro pianeta e raggiunto altissimi livelli di sviluppo tecnologico e culturale. Ma questo non ci ha dato ne vera e completa libertà, ne pace interiore, ne soddisfazione. Dopo aver stabilito l’ordine nel mondo esterno e aver raggiunto un certo livello di sicurezza materiale, possiamo dedicarci alla conoscenza di sé, all’esplorazione del nostro mondo interiore, la vera fonte dei nostri problemi e al contempo la fonte delle soluzioni. Molti esseri umani sono pronti a raggiungere un livello di coscienza superiore, ad abbandonare il vecchio modo di pensare e di comportarsi e lasciare che uno nuovo emerga. Hanno compreso che i problemi non si presentano per distruggerci o rovinare i nostri piani, bensì sono una chiamata e un mezzo verso livelli di coscienza più elevati. Molti di noi già vivono le crisi come messaggi provenienti da dimensioni superiori del proprio essere che danno la possibilità di liberarsi ed espandere la mente. Per molti di noi è oramai inevitabile aprirsi a una vita che conosce e rispetta i principi naturali fondamentali dell’esistenza umana e dei suoi scopi a un nuovo paradigma complesso che connette i diversi piani di realtà.
Maura Amelia Bonanno