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Newsletter aprile 2022

Questo mese ho ricevuto parecchie richieste circa la mia visione del possibile tipo di personalità di Vladimir Putin. Ci sono state varie discussioni sui social, e la grande maggioranza dei partecipanti, tra cui famosi insegnanti di Enneagramma, concordano circa il suo appartenere al tipo “Sei contro-fobico” di basso Livello.

Circa il tipo, effettivamente per molti aspetti questa appartenenza mi trova concorde. Senza per il momento considerare la Variante Istintiva, nella sua biografia pubblica riconosco il Dono Sociale del tipo Sei: l’impegno. Sia prima di diventare capo di Stato, sia da quando ricopre questa carica, ha dimostrato la capacità di lavorare e cooperare per creare stabilità e sicurezza nel suo mondo e di dedicarsi a individui e movimenti in cui crede profondamente, cercando di riparare quello che non funziona. Tra i suoi obiettivi storici principali infatti ci sono la lotta al terrorismo e alla corruzione, e oggi al nazismo. È un capo di stato orientato all’azione e vigile. Un lavoratore perseverante e responsabile, un affidabile costruttore di comunità capace di creare, organizzare e mantenere alleanze e strutture per la salvaguardia e la continuità della sua sicurezza per se e per il suo popolo. Sul piano diplomatico ha incrementato le relazioni con la Cina e l’Unione Indiana, rinsaldato i legami con gli stati riuniti nel CSI (Comunità degli stati indipendenti), soprattutto in seguito al progressivo allargarsi aggressivo dell’Unione Europea e della NATO ai paesi ex socialisti ed è stato il primo presidente russo a recarsi nello stato di Israele. Del tipo Sei riconosco la difesa delle tradizioni, la tendenza a cercare di anticipare i problemi, a prendere precauzioni, a predisporsi per ciò che potrebbe succedere, a voler essere onesto e solido, responsabile, disciplinato e meticoloso

Ciò che meno mi convince della lettura accolta dalla maggioranza sono il suo Istinto dominante e il suo Livello di Sviluppo.

Un tipo Sei di basso livello è decisamente molto più autoritario di quanto lo sia Vladimir Putin. È vero che prende una posizione dura e assolutista verso chi considera estraneo al suo mondo, ma questa è anche un’attitudine culturale. Non conosco abbastanza la cultura Russa da poterne parlare in modo adeguato, ma quando l’ho attraversata un paio di anni fa la mia esperienza è stata quella di avere a che fare con un popolo che – nonostante la varietà interna dovuta all’ampiezza del territorio – ha in comune la riservatezza, la disciplina e anche la serietà e rigidità che posso essere caratteristiche da punto Uno. Ho trascorso giorni in una cuccetta piccolissima con altre tre donne che non mi hanno mai rivolto un sorriso, che timidamente rispondevano al mio e che inizialmente erano chiaramente sospettose alla mia offerta di cibo o di aiuto a salire e scendere dalla branda. La maggior parte delle informazioni durante le mie visite alle città non hanno ricevuto risposta. Questo generalmente parlando.

Comunque un tipo Sei di basso livello ha questa attitudine anche senza che ce ne sia ragione oggettiva, oltre che provocare conflitti e aggredire per primo. Nel nostro caso è accaduto solo dopo che chi gli sono stati ripetutamente pestati i piedi e dopo che per decenni il suo mondo è stato realmente minacciato e dopo avere subito azioni brutali contro il suo popolo. Sappiamo che sono state le fazioni naziste ucraine alleate alle nazioni a occidente a provocare, a fare guerra aperta alla sua gente e a voler entrare a casa sua. Il suo non è stato un attacco, bensì una difesa, un “adesso basta” alle stragi che il nazismo ha perpetuato per anni.

Inoltre, un tipo Sei di basso Livello sfugge le responsabilità, è facilmente in preda al panico ed è sleale ed è incredibilmente dipendente dall’esterno e cerca fuori l’autorità forte che gli risolva i problemi. Denigra, biasima, diventa violento, esaltato e fanatico. Si sente perseguitato e agisce in modo irrazionale e sadico. Nulla di tutto questo sta accadendo con Vladimir Putin. Anzi, mi sembra che sia discretamente sveglio e “sul pezzo”, che abbia fiducia in se stesso, che non esiti a esprimersi e affermarsi, che manifesti una buona connessione con l’intuizione e che si faccia valere sia nella propria indipendenza, sia nella capacità di collaborare, tutte qualità di un tipo Sei consapevole e di buon Livello di Sviluppo. Nella mia visione di ciò che sta accadendo, sta manifestando coraggio, la virtù del tipo Sei.

Riguardo alla Variante Istintiva, il tipo Sei con Variante istintiva sessuale dominante e pure di basso Livello è indiscutibilmente paranoico, decisamente instabile emotivamente e cambia idea in continuazione. Non mi sembra i nostro caso. Se Vladimir Putin fosse un Sei contro-fobico di basso livello, con le risorse belliche che ha ci avrebbe già raso al suolo tutti da un pezzo. Il tipo contro-fobico si lancia in imprese spericolate, mentre qui abbiamo a che fare con un individuo che ha atteso tantissimo prima di agire e ha cercato lungamente una negoziazione con chi lo istiga, che ancora in questi giorni gli è negata.
Io vedo maggiormente qualcuno che l’Istinto sessuale lo ha al terzo posto. Ovviamente essendo un capo di stato ha necessità di attivare l’istinto sociale cosa in cui abbiamo già visto riesce bene cercando diverse affiliazioni e offrendo reciprocità ai suoi alleati. Vladimir Putin è capace di tenere insieme la sua gente e di creare legami di sostegno reciproco anche con culture molto diverse dalla sua. Dell’istinto sociale gli manca l’essere simpatico e divertente, ma in questo gioca come già detto anche l’aspetto culturale.

Secondo me la Variante istintiva di Vladimir Putin è la Conservazione di se e anche di alto Livello. È davvero capace di generare il senso del lavoro di squadra e la cooperazione in attività relative all’ambito materiale e fisico che una guerra impone. Cerca solidità materiale, prosperità, salvaguardia e protezione delle risorse per il futuro, delle finanze,, del cibo e dei possedimenti. Un punto focale della sua politica è proprio quello del sostegno dell’economia e proprio in questo giorni stiamo testimoniando che sta raggiungendo i suoi obiettivi. Riesce a prevedere potenziali problemi e la loro risoluzione. È colui che vorremmo alleato in guerra, cosa che purtroppo non è il nostro caso. È quello che non molla e che fa in modo che ci si prenda cura di tutto. Abbiamo quindi a che fare secondo me con il tipo fobico, quello più introverso. Ma anche in questo potrebbe giocare sia la tendenza culturale, o forse oltre alla cultura il suo punto Uno è particolarmente forte, rendendolo ancora più chiaramente un tipo che agisce in modo deciso quando necessario.

Ciò che ho riscontrato nella grandissima maggioranza, se non nella totalità, delle analisi fatte circa il tipo di Vladimir Putin è un’interpretazione viziata sia dalla mancanza di informazione circa la storia della guerra in atto, sia dal sostegno della narrativa dell’ideologia politica dominante che ha necessità di chiudere Vladimir Putin nel ruolo del cattivo.

Io non lo so se davvero Vladimir Putin vuole contrapporsi al nuovo ordine mondiale o meno, so che tutto mi sembra fuorché uno squilibrato e uno che spara a vanvera, caratteristiche che invece mi sembrano parecchio presenti a casa nostra e a casa di coloro con cui il nostro governo è alleato.
Sappiamo che vediamo ciò che cerchiamo e ciò cui poniamo attenzione determina la nostra esperienza.

Essere totalmente oggettivi è impossibile, tuttavia oggi si riscontra che spesso non ve ne è neppure un tentativo. La voglia di informarsi, di mantenere un equilibrio emotivo quando si analizzano i fatti, il divulgare informazioni senza verificarne la veridicità è un impulso che pochi riescono a tenere a bada. L’info-pandemia dilagante porta a sempre maggiore separazione sia interiore tra la nostra mente, il nostro cuore e le nostre sensazioni, sia esteriore con gli altri esseri viventi. Se abbiamo bisogno di sperimentare la sconnessione interiore, dualità e la separazione per poterle comprendere e superarle, ecco, direi che stiamo praticando bene.

Prima di concludere, desidero dedicare un pensiero di gratitudine ad Andrea Ebert che lo scorso 20 marzo ha lasciato il corpo. Proprio il giorno del compleanno di Richard Rohr, suo amico, collega di cui Ebert ha tradotto l’opera enneagrammatica facendola conoscere in Germania, e compagno di percorso spirituale e religioso.

Voglio anche ricordare che esiste un gruppo su Facebook dedicato a chi ha partecipato ad almeno uno dei miei corsi e che ho piacere sia un luogo in cui potersi confrontare e condividere esperienze e comprensioni enneagrammatiche.

Inoltre menziono anche che da un paio di mesi è pubblicata la seconda edizione di Enneability. Se sei un formatore potresti dare un’occhiata.
Per entrambi trovi i collegamenti al termine dell’email.

Che la primavera abbia inizio.

Maura Amelia Bonanno